Negli ultimi 100 anni, il dollaro ha perso circa il 97% del suo potere d’acquisto. Destino simile o anche peggiore è toccato alla Lira, al Marco, in generale qualsiasi moneta emessa da Stati o organizzazioni sovra-nazionali.
La ragione è semplice: sono monete inflattive, la cui emissione comporta una redistribuzione della ricchezza, questa redistribuzione è nient’altro che una tassa patrimoniale che paghiamo per ogni euro o dollaro che possediamo e che passa dalle mani di chi produce e lavora, a chi parassita.
I “parassiti” sono in generale i più grossi “debitori” nell’economia, ovvero Banche, Stati Nazionali e quei soggetti economici da essi sussidiati.
Questa redistribuzione oltre a colpire il cittadino a livello individuale, distorce le dinamiche economiche, creando i cosiddetti “cicli economici” e diminuendo a livello sociale l’efficienza produttiva, la qualità degli scambi e, in generale, il benessere.
In dieci anni la quantità di “moneta” in circolazione è aumentata di oltre un terzo.
Ovviamente, noi cittadini non abbiamo visto magicamente aumentare i nostri conti correnti di un terzo, eppure questi soldi sono stati immessi nell’economia, passando dalle mani di alcuni soggetti in particolare, per essere impiegati con un preciso scopo.
Ad oggi ci si può mettere al riparo dall’inflazione convertendo i propri euro in oro fisico, ma quest’ultimo non funziona bene come mezzo di scambio, proprio perché è “fisico”, pesante, costoso da trasportare, inadatto per effettuare pagamenti specialmente di importi piccoli.
Non è facilmente liquidabile, perché non tutti lo vogliono, perciò il suo potere d’acquisto varia in base a quanto siete bravi a trattare e su che mercato lo vendete, sareste disposti a ricevere il vostro salario in un corrispettivo in oro fisico?
Bitcoin, la prima cryptovaluta in ordine di fama e capitalizzazione di mercato, è deflattivo con precisione matematica, quindi ancor meglio dell’oro, di cui non si sa quanti giacimenti potrebbero essere scoperti in futuro ed inoltre, a differenza dell’oro, è anche un buono strumento di scambio poiché come l’euro o il dollaro non ha una dimensione fisica e di conseguenza la quantità in circolazione è una questione di “contabilità” digitale, il cui trasferimento è effettuato con un semplice “click”.
A differenza di euro o dollaro, non esistono barriere, dogane, intermediari: è l’unico modo in cui potete spostare ovunque nel mondo valori di qualsiasi importo e senza dover rendere conto a nessuno.
Non c’è nemmeno bisogno di internet, è possibile eseguire transazioni via satellite o sms, ma persino scritte su carta, a patto che raggiungano un miner, ovunque vi troviate, nessun tiranno, agenzia delle entrate, regime totalitario né maggioranze democratiche di statalisti o socialisti saranno in grado di impedire di usare Bitcoin.
Accettare bitcoin e/o altre cryptovalute significa prima di tutto capire che siamo di fronte ad un cambio di paradigma, un cambio epocale che molti ancora non capiscono o nemmeno percepiscono.